MARIO AIRÒ
LIGHTNING ROOM, 1992
Rami d’albero, flash fotografici. Dimensioni ambientali
L’opera fa parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo ed è stata esposta nella sede della Fondazione a Guarene nel 1997. Concepita per una sala espositiva, trova nel Parco d’arte una nuova e suggestiva collocazione all’interno di questo spazio ipogeo, scavato e addentrato nel fianco della collina. Lightning Room nasce dall’incontro tra scultura e luogo, tra luce e oscurità. È l’esito di un approccio che l’artista collega al “vagabondare”, un’esperienza che unisce la fisicità del mondo a una dimensione mentale e poetica, generando visioni, artifici e incanto. Il ramo spoglio di un albero assomiglia a un fulmine: da questa associazione, racconta l’artista, è nata l’idea della “stanza dei fulmini”. “Il lampo appare in un millesimo di secondo, come l’avvenire dell’idea, come l’epifania che l’immagine ci dà”. I flash si accendono secondo una cadenza irregolare che, come in certi brani di musica seriale, genera imprevedibilità e sorpresa.

